Giardino Gio
CORSO DELLA REPUBBLICA, 119
Giardino Gio: architettura, visioni e nuove possibilità
Ci sono luoghi che sembrano nati due volte.
Giardino Gio, nel cuore di Forlì, è uno di questi.
Negli anni ’40 qui c’erano le case Albanesi e Bazzotti. Demolite per lasciare spazio a nuovi alloggi per impiegati statali, non vennero mai sostituite: la guerra fermò tutto, lasciando un vuoto nel tessuto della città.
Nel dopoguerra, quel vuoto diventa occasione. Il Comune immagina un grande albergo, qualcosa che a Forlì ancora non esiste. A raccogliere la sfida è l’editore Aldo Garzanti, con un progetto che va ben oltre l’ospitalità: un luogo capace di unire hotel, fondazione culturale e residenze per artisti e intellettuali.
A dare forma a questa visione è Gio Ponti, uno dei più importanti architetti italiani del Novecento. E si vede.
Gli spazi aperti, il respiro tra i volumi, gli spioventi invertiti, le finestre esagonali: tutto parla un linguaggio nuovo per la città, ancora oggi riconoscibile.
Quella visione, però, dura poco. Per ragioni economiche, l’edificio diventa semplicemente Hotel della Città, perdendo — almeno in parte — la sua anima più sperimentale.
Poi un altro passaggio, più recente: l’abbandono, a partire dal 2015.
E infine, ancora una volta, una trasformazione.
Oggi lo stabile è al centro di una profonda riqualificazione che lo porterà a diventare uno studentato. Ma qualcosa è già cambiato: dal 2025, lo spazio esterno è tornato ad aprirsi alla città con il nome di Giardino Gio.
Eventi, incontri, persone che si fermano.
Uno spazio che torna a essere attraversato.
Zardin lo guarda così:
come un luogo che non ha mai smesso davvero di immaginare il futuro.