Giardino Poliglotta
PIAZZALE IGINO LEGA
Dare un nome alle cose, in tutte le lingue
Ci sono giardini che si attraversano. E poi ci sono giardini che si leggono.
Nel cuore del Campus universitario di Forlì nasce il Giardino Poliglotta, un progetto ideato dal Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna, che mette insieme natura, linguaggio e comunità. Qui gli alberi non sono solo alberi. Sono parole, suoni, traduzioni.
Il progetto nasce da una domanda semplice e potentissima: cosa succede quando chiamiamo le cose con nomi diversi? E cosa racconta questo delle persone che abitano uno spazio?
Tra i primi interventi c’è “Chiamare per nome gli alberi”: un percorso fatto di targhette (anche semivirtuali), disseminate nel parco come una piccola caccia al tesoro. Ogni albero può essere scoperto e nominato in lingue diverse, quelle di studenti, docenti, visitatori. Un gioco, sì. Ma anche qualcosa di più. Un modo per imparare, per orientarsi, per riconoscere. E per capire che il paesaggio che abitiamo cambia a seconda delle parole che usiamo.
Il Giardino Poliglotta è anche uno spazio di ricerca e sperimentazione. Qui si intrecciano studi su ambiente, letteratura, arte, comunicazione e nuove tecnologie. Si parla di ecosistemi, di cura del verde, di relazione tra esseri umani e natura, ma anche di come l’intelligenza artificiale stia trasformando il modo in cui produciamo e condividiamo conoscenza.
Tutto però resta ancorato a qualcosa di molto concreto: la vita delle persone e la qualità dello spazio urbano. Perché questo giardino non è solo un progetto universitario. È un tentativo — aperto, collettivo — di rendere la città un luogo più leggibile, più inclusivo, più abitabile.
Zardin ti porta qui per farti fare un’esperienza diversa dal solito: non solo guardare gli alberi, ma provare a chiamarli. E magari scoprire che ogni nome apre un mondo. 🌿