Fossato Vecchio 29
VIA FOSSATO VECCHIO, 29 | Solo sabato
Via Fossato Vecchio: dove scorreva il confine della città
Ci sono strade che, prima ancora di essere strade, erano limiti.
Via Fossato Vecchio segue il tracciato dell’antico fossato medievale che proteggeva Forlì. Un segno d’acqua e terra che separava dentro e fuori, sicurezza e rischio, città e campagna. Il nome lo dice ancora, anche se il fossato non c’è più.
Con l’espansione urbana e la necessità di difese più solide, nel 1438 si avvia la costruzione di una nuova cinta muraria per volontà di Antonio Ordelaffi, poi completata nel 1499 da Caterina Sforza. Le mura rinascimentali si spostano più in là, lungo quello che oggi riconosciamo nei viali che circondano il centro storico.
E il vecchio fossato? Viene interrato. Assorbito. Dimenticato. O forse no.
Perché è proprio qui che la città cambia forma: il confine diventa spazio abitato, il margine diventa strada. Via Fossato Vecchio è il punto esatto in cui Forlì smette di difendersi e inizia ad allargarsi.
Anche le mura rinascimentali, a loro volta, non resistono al tempo: tra Otto e Novecento, la spinta verso una città più moderna porta al loro abbattimento. Oggi ne restano solo tracce, frammenti, intuizioni.
Zardin ti invita a camminare qui con un’altra consapevolezza:
non stai attraversando solo una via, ma una linea invisibile che per secoli ha deciso cosa era dentro e cosa era fuori.